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Ciao!

La ricerca dei minerali all'isola d'Elba si può fare?

Inviato da DiDomenico Dario  
La ricerca dei minerali all'isola d'Elba si può fare?
18 December, 2006 [08:51AM]
Con l'istituzione del parco dell'arcipelago toscano sembrerebbe impossibile ricercare minerali.Recentemente ho comprato un bel libro di Barsotti Gianfranco e Roberto Nannoni,geologo nonchè grande esperto della mineralogia toscana dal titolo"Rocce,minerali e miniere.Storia geologica dell'arcipelago toscano" un edizione di quest'anno molto bella nelle illustrazioni e nei testi.Mi é parso logico che vogliano,visto la notevole esposizione di minerali,di voler incrementare la ricerca e l'interesse;se no che senso avrebbe riproporre anche con nuove acquisizioni di nuovi minerali e itinerari l'arcipelago toscano? In anni passati il sottoscritto ha molto frequentato l'isola d'Elba alla ricerca soprattutto di silicati nel settore occidentale effettuando vari ritrovamenti di filoni pegmatitici nei primi anni 90 soprattutto nella zona dei Forcioni vicino S.Ilario, approfittando che quella zona fu' interessata da un grande incendio che oltre ai morti provocò la distruzione di molta macchia mediterranea,e dove in seguito verranno effettuati i ritrovamenti di stupende tormaline (Sarah Sudcowsky,Federico Pezzotta etc.)A che punto é la situazione di ricerca?
avatar Re: La ricerca dei minerali all'isola d'Elba si può fare?
18 December, 2006 [11:20AM]
    
mi sa che ci vogliono sempre i permessi, ma meglio sentire i più esperti tipo Sarh
avatar Re: La ricerca dei minerali all'isola d'Elba si può fare?
18 December, 2006 [11:44AM]
I ritrovamenti effettuati dal Dott. Federico Pezzotta e collaboratori sono avvenuti nell'ambito di ricerche commissionate dal Museo Civico di Storia Naturale di Milano e hanno quindi prettamente carattere scientifico.
Tale tipo di ricerca è usualmente ammessa in tutte le zone soggette a vincoli di parco naturale.
Re: La ricerca dei minerali all'isola d'Elba si può fare?
18 December, 2006 [11:50AM]
E comunque mi sembra che l'area delle pegmatiti (S. Piero, S.Ilario) sia fuori dall'area del parco e quindi lì la ricerca non abbia bisogno di alcun permesso e sia libera. Per questa ragione quando andavo in vacanza all'Elba andavo a scavare proprio nella zona dei Forcioni, purtroppo non con egual fortuna (o perseveranza) di Sarah e Co.
Re: La ricerca dei minerali all'isola d'Elba si può fare?
18 December, 2006 [08:48PM]
Ringrazio innanzitutto per la considerazione nei miei riguardi smiling smiley Fa sempre piacere..
Riguardo le ricerche: è vero che gran parte dell'isola d'Elba è stata definita "parco nazionale", con conseguente proibizione di scavo(a quanto ne so pene e sanzioni sono abbastanza importanti). E' pur vero anche che parte della zona "delle pegmatiti" non è interessata dal parco. Per conoscerne i confini consiglio di procurarsi una cartina dettagliata. La ricerca è comunque spesso interessata da severi controlli, a quanto ne so: sono per esempio vietati strumenti come perforatori nonchè materiale esplosivo etc. Confermo quanto detto da Marco Ciriotti: quando Federico usa tali strumenti e lavora per grossi scavi lo fa sempre previa permesso. ...Confermo e aggiungo che io stessa, comunque, spesso anche per via dei motivi precedentemente elencati, ho dovuto lavorare con costanza e "accanimento" per diversi anni, prima di fare un importante ritrovamento. Questo quanto ci concedono i mezzi a disposizione e, ahimè, il progressivo esaurimento dei giacimenti...Sogno sempre di costruire una macchina del tempo per esplorare l'Elba prima del compianto, infallibile, Gianluigi Celleri (per chi non lo conoscesse, il "cercatore elbano per eccellenza", che ha avuto la bravura e l'onore di scovare i migliori filoni elbani a fine '800...nonchè MITO della sottoscritta!!! )... smiling smiley

Sarah
Re: La ricerca dei minerali all'isola d'Elba si può fare?
18 December, 2006 [08:59PM]
La ricerca dei minerali all'Isola d'Elba è possibile nelle aree esterne al Parco (50% della superficie dell'Isola), fatto salvo il divieto di accesso da parte dei proprietari dei terreni.
Per l'area a Parco bisogna richiedere il permesso, che viene concesso solo per attività di ricerca scientifica con limitazione sulla quantità di campioni prelevati e l'obbligo di non alterare l'ambiente. Tale permesso è ovviamente salvo consenso all'accesso dagli aventi diritto; per le aree soggette a vincolo del Demanio Minerario è necessario anche il permesso di quest'ultimo, che è molto più difficile da avere.
L'area Forcioni mi sembra sia fuori dal Parco, così come altre zone di filoni pegmatitici.
Ferdinando Giovine
Re: La ricerca dei minerali all'isola d'Elba si può fare?
18 December, 2006 [11:42PM]
Mi inserisco per fare una piccola riflessione. Tutto bello, tutto giusto, se non chè durante gli scavi ufficiali c'è chi ogni tanto, (in questo caso specifico non lo so, ma di altri casi ne ho prova) si porta parte del materiale a casa e poi lo rivende a caro prezzo alle mostre. Fatta questa premessa, ne consegue che è ignobile vietare la raccolta con mazzotta e scalpello a chi non ha abbastanza Santi in Paradiso.
Malgrado sia un vecchio ambientalista, trovo che, per piazzare in un posto con adeguato stipendio un po' di amici, si stia facendo scempio del concetto di Parco, ovvero proteggere una biodiversità poco o nulla alterata, per preservarla. Si è arrivati a fare area marina protetta Isola Bella a Taormina, dove ci sguazzano decine di migliaia di persone sopra e vi transitano cento motoscafi al giorno! Trovo stupido il divieto di raccolta di minerali al Vesuvio (notare che è un vulcano attivo, e, volendo, alla prossima eruzione può non restare più nulla da raccogliere) e poi, nelle ex cave che si sarebbero volute salvare, si fanno discariche per i comuni del vesuviano.
Il concetto di Parco minerario, se andate in Germania o in Inghilterra o anche in Sud Africa è completamente diverso: se vuoi raccogliere paghi, c'è un limite di peso, di numero di campioni e di attrezzi, e soprattutto ti controllano che lasci tutto in ordine, ripristinando e niente plastica o cartacce per terra. Persino in Svizzera, che nessuno si sognerebbe di definire Nazione non ambientalista, se vai sul Gottardo, paghi e scavi, basta che rimetti tutto in ordine...e ci sono decine di paesini che vivono di questo tipo di turismo.
Noi no! Noi ufficialmente siamo puri e rigidi (salvo chiudere tutti e due gli occhi, se lo chiede la persona giusta) e poi siamo agli ultimi posti in Europa sul riciclo, trasportiamo le merci su gomma invece che per mare o su rotaia, inquinando come, forse, solo gli Usa sanno fare ed abbiamo più case noi costruite sulle spiagge, cioè sul demanio e poi condonate, che qualunque altro paese dell'occidente.
Scusate lo sfogo, ma continuo a credere che la stupidità umana sia inferiore solo alla bontà divina!
avatar Re: La ricerca dei minerali all'isola d'Elba si può fare?
19 December, 2006 [06:38AM]
    
Concordo in pieno, Ferdinando!
avatar Re: La ricerca dei minerali all'isola d'Elba si può fare?
19 December, 2006 [06:45AM]
    
Da notizie ANSA del 18 Dicembre

Legambiente denuncia abuso via Internet

Una grotta e 5 chilometri di spiaggia di Capoliveri, situati all'interno del parco dell'Elba, sono stati messi in vendita su Internet.

Lo hanno denunciato gli 'internauti ambientali' di Legambiente, precisando che le aree poste in vendita appartengono al Comune di Lacona. 'La vendita delle spiagge e delle coste - sottolinea Legambiente - sembrava tramontata con la finanza creativa di Tremonti ma evidentemente a Lacona non se ne sono accorti'.

Distrattoni!!! Forse erano troppo attenti a controllare chi raccattava qualche sasso..
Re: La ricerca dei minerali all'isola d'Elba si può fare?
19 December, 2006 [08:00AM]
Concordo pienamente anche io con le riflessioni di Ferdinando, oltretutto nelle aree minerarie lo "scempio" già esisteva ci voleva tanto poco a prolungare la stagione turistica elbana con possibilità di scavo nelle ex miniere...invece pullulano spiagge e cantieri abbandonati con enormi cartelli "vieteta la raccolta di minerali", quelli si che sono belli a vedersi. Provo rimpianti quando leggo delle miniere dell'Arkansas o delle cave di Middleville (quelle dei "diamanti di Herkimer") dove lo sfruttamento di ciò che rimaneva delle attività minerarie è diventato turismo internazionale.
All'isola del Giglio a al Campese nel posto dove vi era la vecchia miniera c'è un "bellissimo" villaggio a schiera che deturpa e oscura completamente lo spettacolare costone roccioso che dominava il golfo...salvo poi arrestare coloro che vanno a scavare sotto la parete rocciosa di Punta di Pietralta!
Bah!
Re: La ricerca dei minerali all'isola d'Elba si può fare?
19 December, 2006 [09:06AM]
Vedo con piacere che l'argomento ha suscitato un grande interesse ed é normale, in fondo a noi collezionisti dispiace che ci limitino la libertà con questi assurdi parchi; é anche vero che purtroppo molti "collezionisti" si siano arricchiti ma questo fà parte del gioco e non é per questo che gli altri "poverini" debbano rimetterci.E' strano ,ma forse é normale,come recentemente e proprio sfruttando i divieti di un parco,vengono pubblicati libri,monografie su riviste specializzate ect, sul ritrovamento di bei minerali che si rimani quasi increduli a che ci fossero da quelle parti.Che questi parchi abbiano se si vuol dire alimentato la conoscenza,la rivelazione dei luoghi di ricerca tanto c'é il parco, non si può fare arrangiatevi!Ma Signori miei non pensate che qui in Italia si stia diventando come la Grecia dove una legge dello stato considera i minerali tutelati come bene archeologico, non vi sembra di esagerare!
avatar Re: La ricerca dei minerali all'isola d'Elba si può fare?
19 December, 2006 [10:48AM]
Concordo pienamente con quanto espresso da Ferdinando, Giorgio e Dario.

Come AMI abbiamo inziato un percorso (vedasi discussioni sul forum AMI). Confesso che dai primi contatti avuti con Enti pubblici di tutte le tipologie esso si rivelo pieno di insidie e molto, molto complicato.

Riferirò più ampiamente sull'argomento, non appena ci saranno (oppure no) sviluppi concreti.
Ferdinando Giovine
Re: La ricerca dei minerali all'isola d'Elba si può fare?
19 December, 2006 [02:12PM]
Cerco di riepilogare alcune cose per chi non conosce il problema.
Purtroppo devo andare a memoria perchè il Testo Unico sui Beni Culturali pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale alcuni anni fa (udite, udite tra Natale e Capodanno!) ce l'ho, ma non so dove l'ho messo.
L'attuale testo unico prevede che: sono patrimonio indisponibile dello Stato (cioè proprietà esclusiva dello Stato che non ne può disporre neanche la vendita) tutti gli oggetti archeologici a qualunque titolo raccolti in Italia e tutti i Fossili con le stesse prerogative. Sono altresì sotto vincolo tutti i pezzi archeologici ed i Fossili che provengano da località estere ove sia vietata la raccolta. Sono sotto vincolo dello Stato, che ne può imporre il sequestro, tutte le raccolte naturalistiche (insetti, conchiglie, minerali, ecc.) che abbiano interesse locale e/o scientifico (praticamente tutto!), i mobili, i libri, i quadri che abbiano più di cento anni, i manoscritti che abbiano più di 50 anni (mi raccomando per le lettere del nonno!), i carteggi di qualunque epoca (mi raccomando di non conservare le lettere della fidanzata!), le foto ed ogni altro tipo di supporto audiovisivo con più di 50 anni (di questo è vietata pure l'importazione da altri paesi a qualunque titolo) e così via.
Questo testo unico non fa che ribadire la famigerata legge del 1934 (spero che l'anno sia esatto, vado a memoria), promulgata da Mussolini, e che ribadiva, a sua volta un Regio Decreto di fine ottocento (post unità d'Italia), sempre con gli stessi divieti.
La volontà del Regio Decreto era di far diventare dello Stato, ovvero del Re, tutto il patrimonio scientifico-culturale italiano. I Savoia, è notorio, erano una casa regnante di poveracci, nel senso che, a parte qualche castello, non avevano un soldo. Come arredare i palazzi reali? Semplice! Facendo diventare tutto proprietà della Casa Regnante. Sono stati così depredati di mobili, quadri, libri, tutti i palazzi italiani. Non ricordo più quale Re si fece il giro di tutti i musei italiani raccogliendo monete greco-romane e facendone la più bella collezione al mondo, custodita gelosamente in Svizzera dagli attuali eredi che se la tramandano da padre in figlio.
Prima era tutto del Re, oggi è, virtualmente, tutto dello Stato.
Non si può ottenere nulla a valle (liberalizzazione delle raccolte) se prima non si risolve il problema a monte, ovvero, il vizio di fondo che comunque tu a casa non puoi avere una collezione di minerali. Questo è il vero nodo da sciogliere: smontare il Testo Unico. E' su questa cosa che si blocca qualunque discussione ai Piani Alti.
A questo si aggiunga una sorta di prepotenza illeggima delle Università che ritengono che solo loro, facendo ricerca scientifica (come se gli altri non la facessero!), possano raccogliere perchè danno delle garanzie. Poi le Università, soldi per la ricerca non ne hanno, ma il loro veto lobbistico sulla politica rimane.
Per esplicare questo concetto vi ricordo quanto accadde in Puglia alcuni anni fa. Cadde un meteorite. I meteoriti sono, per convenzione, Res Nullius, ovvero appartengono a chi li trova. Un'Università fece recintare dai Carabinieri un'enorme area per poter cercare, senza estranei impiccioni, e tranquillamente, il meteorite, facendo di fatto un palese abuso di potere a cui nessun magistrato diede seguito, malgrado le denunce.
Così è se vi pare, diceva Pirandello, che era uno che ne capiva!
avatar Re: La ricerca dei minerali all'isola d'Elba si può fare?
19 December, 2006 [02:49PM]
    
Dopo un "re" discutibile, cosa di peggio se non il potere ai suoi ex servi?
Ferdinando Giovine
Re: La ricerca dei minerali all'isola d'Elba si può fare?
19 December, 2006 [05:08PM]
Sul tema: la mamma dei cretini è sempre incinta!
[www.ansa.it]
volevo semplicemnte precisare che, nel testo unico sui beni culturali, non mi risulta siano sotto vincolo o possibilità di sequestro da parte dello Stato le collezioni di minerali, diversamente da altri generi di beni
Ferdinando Giovine
Re: La ricerca dei minerali all'isola d'Elba si può fare?
20 December, 2006 [06:48PM]
Sono indicate come raccolte naturalistiche, ma vado sempre a memoria.
Il sistema funziona così: vengono, fanno l'elenco, fotografano tutto, poi si può aggiungere, ma non togliere nessun pezzo che sia inserito nel loro elenco; non si può vendere nè in toto nè parzialmente la raccolta senza avvisare la Soprintendenza che può mettere il veto o chiedere, se pensa che lo farai di soppiatto, il sequestro conservativo, ovvero (caso limite, ma è successo) i sigilli alle porte delle stanze che contengono le raccolte.
In alternativa al divieto a vendere, qualora ci sia l'interesse, molto più spesso viene posto il vincolo di prelazione alla vendita: di fronte ad un'offerta di acquisto, lo Stato può dire: a quel prezzo l'acquisisco io, ma in questo caso ci rimetti sicuro le tasse, perchè, ovviamente, devi dichiarare l'entrata.
Comunque, il divieto a vendere, nasce dal presupposto che ciò che è tuo diventa dello Stato, che te lo lascia in custodia temporanea.
Se hai una bella e ricca collezione puoi sempre provare, a tuo rischio, di andare in Soprintendenza a domandare.
Re: La ricerca dei minerali all'isola d'Elba si può fare?
21 December, 2006 [07:32AM]
Vedo con piacere che dall'argomento del forum si è passati alla fine ad analizzare il problema in modo più serio e grazie a Ferdinando Giovine,che mi sembra molto preparato sull'argomento,si delinea una realtà preoccupante.Personalmente confermo quanto scritto da Giovine e proprio perché possedendo una ricca collezione fatta a mie spese in anni di ricerca sul territorio laziale nonché in varie località italiane,mi é capitato, guarda caso,di farla vedere ad un amico ispettore della sovrintendenza il quale mi ha ribadito il concetto.A ciò si é aggiunto che il direttore del museo di Allumiere al quale curo la raccolta geomineralogica a titolo onorifico mi abbia quasi intimato la denuncia di quanto posseggo ma per fortuna ci siamo messi d'accordo amichevolmente.Tutto ciò,per me ha dell'incredibile perché travalica la libertà culturale di ogni individuo nonché la sua esistenza nel contesto delle cose,nei suoi rapporti con gli altri che hanno il suo stesso interesse;siamo per cosi dire,a questo punto ne più ne meno dei "tombaroli della mineralogia".Allora mi viene da pensare come la mettiamo con le mostre di minerali vero business della situazione?
Ferdinando Giovine
Re: La ricerca dei minerali all'isola d'Elba si può fare?
21 December, 2006 [08:30AM]
Prima cosa inserisco il link che non è stato precedentemente caricato ed a cui si riferiva la mia battuta sulle mamme dei cretini; come si leggerà dalle dichiarazioni dell'esponente di Legambiente, c'è una sorta di odio verso i collezionisti di minerali, sino ad arrivare all'assurda affermazione che sono i collezionisti tra le principali cause dell'erosione costiera! L'affermazione si commenta da sola e da' una chiara dimostrazione dell'intelligenza e della conoscenza del problema erosione, da parte di chi l'ha fatta.
www.ansa.it/ambiente/notizie/notiziari/natura/20060828165534032552.html
Ringrazio Dario su quanto ha scritto.
Io conosco il problema perchè sono sia tra coloro che collaborarono col compianto Andrea Travaglini in quella sua più che decennale battaglia, sia perchè collaboro con alcune Soprintendenze che mi chiamano in qualità di esperto a valutare il valore scientifico del materiale sequestrato (e posso garantire che i sequestri avvengono!), e quindi, conosco il problema da tutte e due i punti di vista.
Il mio pensiero completo l'ho espresso ufficialmente nel 2000 al I Workshop Nazionale sulla Tutela e Valorizzazione dei Siti Paleontologici a Vertebrati, organizzato dall'Università di Messina. Chi ha interesse lo può leggere lì.
Insisto, cortesemente, su quanto asserito nel messaggio precedente, disponibile, in ogni caso, a confrontarmi sulla base di argomentazioni più circostanziate.
Mi spiego meglio: l'unico riferimento, nel testo unico sui beni culturali, o meglio nel codice dei beni culturali e del paesaggio del 2004 (D. Lgs. 42), a beni riconducibili, in qualche misura, ai minerali riguarda i "siti minerari di interesse storico ed etnoantropologico".
Quanto detto dai Sigg.ri DiDomenico e Giovine è, invece, è assolutamente vero in relazione a collezioni paleontologiche, artistiche, numismatiche, storiche, ecc.
Nel testo normativo, per quanto ho potuto constatare, non vi è alcun riferimento o indicazione che possa ricondurre il concetto di bene culturale alle collezioni mineralogiche.
Non conosco eventuali, specifiche disposizioni regionali in materia, anche se mi paiono improbabili, considerata l'attribuzione delle competenze legislative ai vari livelli vigente.
Cordiali slauti ed auguri a tutti
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